Friday, 22 February 2008

Nairobi - Mombasa

just beautiful views out there. it was a fine fine day

read the caption up above him on the painting. took this in a kitchen in mombassa. loved the scene.

did i mention that i had a hammock with me? i only need one tree to boot.

beautiful bar on a lake near mombassa. the whole bar was a series of jetties and dhows. paradise.

crossing mombassa to the southern beaches

our camp. serious chilling was had - cue hammock, cue coconuts, cue slow heartbeat

this 3.5kg friend of ours put 4 fully grown guys out on their backs. less than 10USD.catching up on our diaries and just plain relaxing. turkana was still taking its toal. got my body back into shape in nairobi, but got my mind back here in paradise.

Tuesday, 12 February 2008

Bike Maintenance Nairobi

victory welding in nairobi
that is a serious crack in the trellis frame. this part holds my rear shock on. its not a little fracture either. managed to MIG weld it back into shape - well i hope!

Dopo tutto quello che hanno dovuto sopportare in Etiopia e sul lago turcana le motociclette avevano sicuramente bisogno di un po’ di cure affettuose.

Abbiamo riparato i coprimotore che avevano oramai assunto forme astratte; sostituito l’olio ed il filtro dell’olio; riparato la leva del cambio e del freno posteriore; ed infine abbiamo saldato la pedana sinistra della moto di Robin che si era rotta a South Horr.

Per quanto riguarda il manubrio dovremo aspettare ancora un po’, quindi vorra’ dire altri 1.000 km con il manubrio storto. Pazienza, ormai ci siamo abituati. Risultera’ strano quando rimetteremo un manubrio dritto.

Colonna sonora: “Folsom prison blues” Johnny Cash

Nanyuki – Nairobi (13.991 km)

All the gang at Jungle Junction
hey theres a midget stealing my bike! rad little guy he was.



BBQ at Jungle Junction


Mercoledi 06/02/2008 abbiamo percorso gli ultimi 200 km che rimanevano per arrivare a Nairobi. La strada e’ completamente asfaltata e dopo 2 settimane di fuoristrada estremo e’ risultata persino un po’ noiosa (anche sa l’abbiamo apprezzata molto). La sensazione e’ stata quella di percorrere la passerella finale di Parigi dopo due settimane di Tour de France. Arrivati a Nairobi siamo andati da Chris al “Jungle Junction” (S 01 17,327’ E 36 45,636’), uno dei posti piu’ famosi tra tutti quelli che attrversano l’Africa con qualsiasi tipo di mezzo di trasporto. Il posto e’ stupendo e ben organizzato. C’e’ una grande villa a disposizione di tutti per cucinare o rilassarsi davanti al camino, un enorme giardino dove poter sistemare moto, furistrada e tende da campeggio ed un officina ben attrezzata per effettuare qualsiasi tipo d’intervento sui propri veicoli. Li’ abbiamo ritrovato Herby che e’ stato scherzosamente deriso per aver caricato la moto sul furgone al lago Turkana. Il giorno dopo invece sono arrivati anche Eke, Audrie e George che ci ha raccontato di aver avuto un brutto incidente a causa di alcune capre che gli hanno tagliato la strada mentre si dirigeva verso Wamba procurando gravi danni alla moto ed alcuni brutti lividi.


Colonna sonora: “Welcome to the jungle” Guns’n’Roses

Saturday, 9 February 2008

Maralal – Nanyuki (13.792 km)

the ducatai with some zebra in the background - LUNCH!

you guessed it - the equator



Tarmac = happiness

Robin eating his breakfast

Martedi 05/02/2008 abbiamo deciso di non prendere la strada principale che porta a Nairobi passando attraverso Nakuru e Naivasha perche’ nei giorni precedenti diverse persone che l’hanno percorsa sono state rapinate ed uccise da alcuni banditi della zona che aprofittano dell’attuale stato di crisi in cui si trova il Kenya per fare i propri comodi.

Alla fine dopo aver consultato diversi residenti della zona abbiamo optato per la soluzione piu’ scomoda ma piu’ sicura ed abbiamo deciso di attraversare tutta la riserva naturale Samburu. Prima di partire c’e’ stata un po’ di confusione ed alla fine tra chi e’ andato a fare benzina, chi in banca, chi chissa’ dove ci siamo separati ed ognuno di noi si e’ avventurato all’interno della riserva per conto suo. E’ stata un po’ piu’ impegnativa del previsto dal momento che abbiamo dovuto fare altri 200 km di sabbia e rocce, in compenso pero’ abbiamo avuto la possibilita’ di vedere tantissime zebre e babbuini.

Dopo un centinaio di chilometri Veysel ed io abbiamo raggiunto Tom e Robin, mentre di George non abbiamo avuto notizie.

Con grande sollievo poco prima di arrivare a Nanyuki abbiamo ritrovato una strada asfaltata e dopo aver percorso piu’ di 1.500 km su strade impraticabili e’ stata una gioia immensa. Dopo aver oltrepassato la linea dell’equatore con tanto di foto ricordo ci siamo accampati al Rocky Campsite (S 00 06,794’ E 37 02,597’).

Colonna sonora “Modern Love” David Bowie

Monday, 4 February 2008

South Horr - Maralal (13.598 km)


everybody on topon the phone with mother!


green and shade. It's not a mirage!

Per arrivare a Maralal bisogna scalare una lunga strada rocciosa che porta in cima ad un altipiano a circa 2.500 mt di altitudine. Dopo 2 settimane di caldo soffocante e’ stato un sollievo poter respirare un po’ di aria fresca e riposarsi all’ombra di qualche grande albero. Mano a mano che si sale lungo la montagna si assiste ad una vera esplosione di colori. Dal verde intenso degli alberi e dei prati al rosso scuro del terreno. Tutta questa natura cosi’ rigogliosa illuminata dalla luce del sole che qui e’ cosi’ brillante creano un bellissimo effetto fotografico. A Maralal ci siamo sistemati al Yare Campsite (N 01 03,527’ E 36 42,649’) 4 km fuori citta’.
Colonna sonora: “Waiting for the miracle” Leonard Cohen

ah we were so happy to be out of the hard stuff. little did we know that the hard stuff was about to hit us again. crazy washed out roads that went on forever! some points were more technical than lake turkana even. started the day off to a wonderful slow cruise on the back roads to maralar (we were avoiding the conflict in the areas so we took the tiny roads in the middle of nowhere). cam across some samburu warriors in the morning. all dressed up in their traditional tribal gear. had a lovely chat to them about the weather and how long it takes for them to dress in the morning. it was lovely being out there in the back roads. just lots of cows, wonderful hills, deep red sand and animals. we then climbed high up into the kenyan mountains. 2500m up to a lovely camp and some nice food as well... oh joy oh raptour.


Loiyangalani - South Horr (13.436 km)


Distribution of camel meat

Distribution of camel meat

tribal dance



not a great dancer


camel meat

my new foot peg. what do you reckon Mr Pier Terrblanche? could i get a job designing motorbikes?



this bad road was the baddest

what a view

give deep sand anyday


we' finished lake turkana. but we still had to get out of it! apparelntly there was a killer hill leading up to an escarpment. 35km long. the ktm guys opted to take a truck to the top with there bikes, but not the ducati team! we started out the day early in the morning. there was a fierce headwind that brough the bikes crashing down. we had to travel at around 10-20km/h cos of the bad track conditions. large large rocks. it was tiring work. possible the hardest we had faced in all the 4 days of debauchery. i think we were so pumped up from the last couple onf days and we had been expeciting a toucvh time on this road. that when we were there it was easy. cos our expectations were so high by that point that we actually beat that darn hard hill with our minds. its a real mental battle out there and it goes far beyond the physics of bike, rider and track conditions. we stopped off that night at a wonderful camp run by a british woman called patt. she gave us all the tlc we needed. we were lucky enough to witness the samburu warriors dancing in the village. a rare mating dance where the young warriors show off to the eligible woman of the tribes. they dressed up rather like birds and the girls did this funny movement with their neck when they danced. it was a wonderful event to witness.

Sabato 03/02/2008 siamo partiti presto dopo aver mangiato alcuni mandasi per colazione per accumulare un po’ d’energie. I primi 40 km sono stati particolarmente impegnativi a causa della presenza di grandi rocce ed un fortissimo vento che ci buttava per terra. La seconda parte e’ stata un po’ piu’ semplice. Arrivati a South Horr ci siamo imbattuti in una cerimonia della tribu’ locale e ci siamo fermati a fare alcune foto. Il clima che si respirava non era dei piu’ sereni. Siamo stati piu’ volte avvicinati da persone piuttosto aggressive e ad un certo punto e’ scopppiata una rissa che e’ stata sedata solo dopo alcuni minuti grazie all’intervento di alcuni militari. Alla sera abbiamo assistito ai balli tradizionali che tutti i membri della tribu’ hanno effettuato per festeggiare la distribuzione di carne di cammello che c’era stata il pomeriggio. Si sono fromati due gruppi: da una parte gli anziani con le lore mogli e dall’altra i giovani guerrieri e le ragazze non sposate tutti vestiti con gli abiti tradizionali. Alcuni tra i piu’ giovani guerrieri mi hanno invitato a partecipare alla danza ed e’ stato davvero emozionante anche se la mia goffaggine ha suscitato l’ilarita’ di tutti i presenti.

Colonna sonora: “Perfect” Alanis Morissette



Sibiloy National Park - Loiyangalani (13.326 km)















Giovedi 31/01/2008 abbiamo lasciato un messaggio in una bottiglia per George e Robin e siamo partiti alle prime luci dell’alba per sfruttare il piu’ possibile le ore meno calde della giornata. Dopo qualche ora ci siamo accorti di aver quasi esaurito la nostra scorta d’acqua ed abbiamo quindi deciso di effettuare una deviazione a ovest per purificare un po’ d’acqua del lago Turkana. Arrivati ad Alia Bay abbiamo trovato una base del “Kenya wild life Reserve” ed alcuni militari ci hanno offerto del te ed abbiamo raccolto qualche litro d’acqua dal pozzo. Abbiamo subito chiesto notizie di George e Robin e l’ufficiale in comando dopo essersi messo in contatto via radio con la loro pattuglia ci ha comunicato che la notte precedente erano tornati a dormire alla caserma di Illeret e solo qualche minuto prima erano stati avvistati a circa 40 km e che si stavano dirigendo verso sud nella nostra stessa direzione. Il militare ci ha anche detto che alla fine le pattuglie che il giorno prima davano la caccia ai banditi sono riusciti a trovarli e dopo averne ucciso qualcuno sono riusciti a disperderli costringendoli a ritirarsi a nord verso il confine con l’Etiopia. Siamo anche venuti a sapere che la settimana precedente erano passati di li’ anche Herby e Jens che alla fine si sono arresi ed hanno deciso di caricare le loro KTM su un furgone e trasportarle fino a Maralal. Dopo essere ripartiti abbiamo raggiunto l’entrata a sud del parco e li’ ci siamo fermati per aspettare George e Robin che sono arrivati dopo un paio d’ore, ma hanno deciso di fermarsi li’, mentre noi abbiamo proseguito per altri 50 km. Il terreno di questa zona e’ sicuramente il piu’ duro ed impegnativo che abbia mai affrontato. Ci sono rocce talmente grandi che sarebbero difficili da superarare persino con una moto da trial. Alla sera ci siamo accampati in un letto di un fiume in secca al riparo da occhi indiscreti. (N 03 28,295’ E 36 31,763’).

Venerdi 01/02/2008 ci siamo alzati quando le stelle splendevano ancora nel cielo ed abbiamo visto per la prima volta la croce del sud. L’ultimo tratto si e’ rivelato ancora piu’ impegnativo del precedente e con grande fatica siamo riusciti ad arrivare a Loiyangalani dove ci siamo accampati al bordo della piscina di El Molo Lodge (N 02 45,467’ E 36 43,136’).

E’ stato davvero un miracolo riuscire ad arrivare fino a qui senza gravi problemi. Siamo stati fortunati perche’ nessuno di noi si e’ fatto male e le moto sono arrivate qui tutte intere. Riuscire in questa imprese e’ stata una bella soddisfazione anche se col senno di poi non la rifarei mai e poi mai per nulla al mondo. E’ stata una sofferenza incredibile. Tutta la zavorra che si e’ obbligati a trasportare e lo stress dato dal fatto di non avere il minimo margine d’errore non ti permettono di guidare serenamente e la fatica ed il caldo sono stati veramente eccessivi.

Colonna sonora: “El Jinete” Jose Feliciano